Intervista al nostro capogruppo Roberto Marin

Da Il Giornale di Vicenza del 27-02-19

Lo tirano spesso per la giacca ma lui ama di più lavorare in silenzio. Questa volta però Roberto Marin, capogruppo di Impegno per Bassano, rompe il riserbo per fare il punto sulla situazione nel centrodestra. Che, tra le righe, non lo soddisfa molto.

La “grande coalizione” sembra sempre a un passo ma non viene annunciata.
Siamo alle fasi conclusive, com’è naturale c’è dialettica ma stiamo per chiudere e partire con la campagna elettorale. Certo, occorre un accordo condiviso piuttosto che l’imposizione di una posizione.

Cosa manca a questo accordo?
Lo faremo, perché abbiamo ricevuto un’indicazione precisa dall’assemblea dei nostri iscritti. Ma la stessa assemblea ci ha detto anche che bisogna avere un progetto politico, un programma e il quadro delle competenze nella squadra di governo. Noi abbiamo molto chiari questi punti, vorremmo comprendere meglio quelli degli altri.

Sembrano messaggi alla Lega.
Per carità, le riconosco il ruolo di leader però ci vuole più condivisione.

Farà il vicesindaco della Pavan, come molti sostengono?
Sono a disposizione per fare campagna elettorale a testa bassa per garantire alla lista civica il ruolo che le spetta all’interno del centrodestra. Ma per ora sospendo ogni mia disponibilità di partecipazione attiva rispetto alla coalizione in attesa di conoscere i precisi tre punti già citati, che per me sono imprescindibili.

Ma allora ritira la sua candidatura personale?
Io sono sempre a disposizione senza pretesa alcuna. Come scritto nell’accordo firmato nell’aprile 2018, dovrebbe essere la coalizione ad esprimere un candidato sindaco. Se necessario, quindi, nessun problema a fare un passo indietro: la mia candidatura è frutto della disponibilità a un servizio per la città e non una personale ambizione. Ho una professione e una splendida famiglia, la politica per me è una passione e non un’ossessione.

Può precisare il concetto?
È quello di tutta la nostra lista. In questi cinque anni “Impegno” ha svolto un intenso lavoro in città e con i cittadini, assumendo un apprezzato ruolo di forza politica moderata che vuole esprimere con fermezza un chiaro progetto e salvaguardare gli interessi della città, portare avanti un bene comune fatto di luoghi, patrimonio, storia, necessità di un nuovo sviluppo economico-sociale.

Tradotto?
Guardare avanti. L’amministrazione Poletto ha fatto il suo tempo, ma non mi interessa se ha fatto bene o male: ora basta, pensiamo a disegnare il prossimo futuro.

Come?
Intanto senza confondere l’ordinaria amministrazione con la capacità di “governo politico”, come sta facendo quest’amministrazione che presa dall’ansia di prestazione di fine mandato fa passare l’asfaltatura delle strade e il pagamento delle rate dei mutui come elevate scelte politico-amministrative. Noi abbiamo tante idee e proposte con le quali ci confronteremo in campagna elettorale con i cittadini, abbiamo il programma dei primi cento giorni e un progetto che guarda oltre il mandato per ridare entusiasmo, centralità e progettualità a Bassano.

Qualche esempio?
Intanto i sindaci del comprensorio non devono essere considerati di destra, di sinistra o civici, ma partner di una squadra che amministra 150mila abitanti e un territorio che, se compatto, conserva grandi potenzialità. Bisogna occuparsi su scala anche dei temi del lavoro, delle imprese, delle famiglie e degli anziani. Per la città, poi, va rimodulata la ztl e fatto un ulteriore sforzo per il decoro e la pulizia per rendere il cuore di Bassano più accogliente.

L’associazione Rinascita 2019 vi indica come contrari alla sua entrata nella coalizione.
Non siamo mai stati contattati né abbiamo mai avuto contatti con loro, quindi non possiamo certo entrare nel merito delle loro legittime aspettative: è compito della coalizione decidere. Per il loro lavoro quotidiano e presente, anche sul web, abbiamo il massimo rispetto. Tuttavia, a livello personale, molte volte non condivido toni e contenuti.

«Marin misurato e galantuomo. A volte troppo per essere un politico». Così molti dicono di lei.
In dieci anni da consigliere ho fatto tesoro di tante esperienze e ho capito che amministrare bene vuol dire anche sapere ascoltare e decidere bene al momento giusto. Valori che non voglio perdere.

Marin GDV_Intervista 27 febbr 19.jpg


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