Edifici scolastici e immobili comunali: servono strategie e una seria spending review

Nel consiglio comunale del 20 dicembre si è discusso del bilancio di previsione 2019, l’ultimo di questa amministrazione. È stata una delle occasioni per poter fare un resoconto su alcuni aspetti salienti dell’amministrazione Poletto. In quella sede ho ricordato la proposta – fatta a inizio mandato –  di istituire la commissione speciale “spending review”. Lo scopo è dare corso a una completa revisione della macchina amministrativa comunale, visto il drastico mutamento del quadro economico e finanziario generale, la sensibile riduzione delle risorse e dei trasferimenti a disposizione degli enti locali e l’inasprimento delle regole come il patto di stabilità e l’equilibrio di bilancio. Razionalizzare e ridurre la spesa del nostro comune deve essere un obbligo, tenuto conto che su una media annua, in questi ultimi 5 anni, dei 31 milioni di euro totali di spesa corrente, 2/3 si riferiscono proprio alla spese fisse e di struttura. Un lavoro, quello della spending review, lungo e complesso, oltre il mandato amministrativo ma, come dice il proverbio, “chi ben comincia è a metà dell’opera”. Come per molte altre proposte del sottoscritto, non ho ricevuto nemmeno una risposta.

Tralasciando ciò, voglio evidenziare che uno degli aspetti essenziali per impostare un serio lavoro di revisione della spesa è avere una reale conoscenza del patrimonio pubblico comunale, per procedere alla sua razionalizzazione e valorizzazione: tema già affrontato in queste pagine.
Il sindaco, guarda caso, nei giorni successivi, sempre in queste pagine, è intervenuto proprio in merito “alla gestione” di alcuni immobili a cui dare diverso utilizzo. Come al solito si tratta dell’ennesimo annuncio pre-campagna elettorale, viziato altresì dall’errore di fondo che questa amministrazione ha ripetuto più volte: si deve partire da un quadro generale conoscitivo e poi inserire ciascuna scelta in una strategia con precisi obbiettivi, anziché porre in essere singoli interventi senza alcun filo logico.
Molto più grave e degno di massima attenzione è invece l’allarme del Preside Zen, rispetto alla crescente esigenza di spazi per l’importante sviluppo di iscrizioni del liceo Brocchi. Non è la prima volta che il Preside richiama l’attenzione rispetto al problema logistico e di esigenza di spazi, ma qui tutto tace.
Eppure il tema dell’edilizia scolastica cittadina è molto importante sia in riferimento ai riflessi dei costi di manutenzione a carico del Comune, sia dal punto di vista strategico quale elemento essenziale anche in ottica di sviluppo della città.
Questa amministrazione ha messo a disposizione risorse per effettuare alcuni importanti interventi di manutenzione e messa in sicurezza di plessi scolastici, ma non ha nessuna politica complessiva a medio termine nonostante le urgenti esigenze, alle quali si aggiunge, nel nostro comprensorio, una mutata domanda da parte del mondo delle imprese di formazione tecnico – scientifica e tecnologica. Certo, l’edilizia scolastica è anche di competenza della Provincia, della Regione, dello Stato ma bisogna darsi da fare. Su questi temi si scrive il futuro della città.
Penso anche alla Cittadella della Giustizia, agli stabili del vecchio Tribunale, al Palazzo Pretorio, al Palazzo Cerato. Penso alle decine di milioni spesi per un nuovo tribunale già con le erbacce. Troviamo i fondi e facciamo fare un approfondito studio sul danno economico diretto e indiretto subìto dai cittadini e dalle attività della nostra città e dal comprensorio. – Un punto fermo resta il progetto del Tribunale della Pedemontana, da difendere con i denti, anche se la diligenza del buon padre di famiglia richiederebbe di aver pronto un piano B. – Quantificazione dei danni alla mano, “con la valigetta” si deve andare a Roma e pretendere la proprietà del fabbricato del nuovo tribunale e tutte le risorse per gli interventi anche per gli altri immobili dedicati alla “giustizia”  come per gli uffici del Giudice di pace in considerazione del previsto ampliamento delle competenze, spazi per la formazione professionale sempre maggiormente richieste e, infine, per  gli edifici scolastici, mettendo sul piatto anche alcuni stabili storici, obsoleti da tutti i punti di vista, magari a favore dell’aspetto logistico con un polo scolastico comprensoriale, un campus. Un progetto concertato con tutti gli altri comuni, perché sappiamo bene che una buona fetta delle scuole della città offre formazione all’esterno, come ad esempio proprio il liceo Brocchi con i suoi molteplici indirizzi. È la risposta ad un’urgenza, ma è soprattutto una scelta strategica per la città di Bassano, per il comprensorio: questa è leadership condivisa! Non si tratta solo di aule, ma di lungimiranza per favorire la formazione e la crescita dei nostri futuri cittadini.

Roberto Marin – Lista Civica Impegno per Bassano

Da Il Giornale di Vicenza del 09/01/19

gdv10:01:19 scuole immobili

 


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