Giovani e lavoro a Bassano: servono nuove politiche e capacità di visione

Il marciapiede danneggiato, il lampione rotto, la mobilità sostenibile… tutto bene, ma bisogna anche saper guardare oltre. Secondo Eurostat, l’Italia è la “maglia nera” in Europa con il 29,5% di giovani tra i 20 e 34 anni che non lavorano, non studiano e non si formano, contro il 17,2% della media UE. (I famosi “Neet”, dall’inglese not engaged in education employment or training, cioè non occupati nel lavoro o nello studio).

Si tratta di un grave problema di naturale sociale, economica e culturale, sul quale la politica nazionale intende investire buona parte delle risorse dedicate al reddito di cittadinanza (sui 9 mld di euro previsti, 7,1 mld a disoccupati e lavoratori poveri, 900 ml di euro alle pensioni e 1 mld di euro ai Centri per l’impiego.) Non risulta essere la scelta più opportuna e strategica rispetto al problema. Per noi è prioritario fare un’analisi rispetto al nostro comprensorio: dall’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro, risulta che il tasso della disoccupazione giovanile in Veneto nel 2017 è pari al 14,9%, e tenuto conto che nella nostra città la fascia di età da 15 a 29 anni rappresenta 6505 abitanti (15% circa) rispetto al totale di 43481 abitanti (dati al 31/12/2017), ritengo si renda necessaria una profonda riflessione su compiti, responsabilità, visione e strategia anche a Bassano.

Nella presentazione delle linee programmatiche ad inizio mandato, in consiglio comunale, il neo eletto sindaco Poletto glissava palesemente rispetto a precisi richiami del sottoscritto sul tema lavoro.

È vero che l’amministrazione comunale non è investita di tali compiti, ma senz’altro il contesto territoriale in cui è inserita e l’oggettiva rappresentatività di Bassano quale ottava città del Veneto nel contesto territoriale del Nord-est (riconosciuto come polo artigianale-industriale strategico a livello internazionale) non ci permette di sottrarci a precise responsabilità e compiti rispetto a questo tema: il lavoro!

Anche il mitico Nord-est, e nello specifico il nostro comprensorio, in questi decenni, ha subito mutamenti sconvolgenti dai tratti spesso drammatici sotto il profilo della situazione economico-sociale dei nostri cittadini, con interi settori produttivi “storici” pressoché scomparsi o sensibilmente ridotti: il comparto della ceramica (anni ’80), settore orafo (anni ’90), il settore mobiliero. Intere generazioni di aziende, migliaia e migliaia di posti lavori, sono stati spazzati via in breve tempo. Nel contempo, con l’avanzata della globalizzazione, il lavoro fuori regione e/o all’estero è divenuta una costante.

Nel nostro comprensorio emergono eccellenze a livello internazionale nel settore commerciale, produttivo, tecnico e tecnologico, che richiedono sempre maggior collaborazione tra mondo della scuola e del lavoro, più specializzazione in materie tecniche e scientifiche, azioni forti e concrete per “fare spazio” all’inserimento lavorativo proprio di queste nuove generazioni!

In questo contesto anche l’Amministrazione comunale ha il compito, la responsabilità di un progetto che guardi al futuro! Bisogna mettere in piedi strategie per nuove politiche urbanistiche che mirino alla salvaguardia e riqualificazione del territorio, con obbiettivi di lungo termine sul tema infrastrutture, per richiamare lo sviluppo di nuovi poli per l’alta formazione e specializzazione di eccellenza che portino alla creazione di nuovi modelli di produzione tecnologica e specialistica per la fornitura dei nuovi servizi ad alta valenza. Caratteristiche che, tra l’altro, hanno sempre contraddistinto il nostro comprensorio.

L’amministrazione comunale di Bassano non può non rivestire un ruolo da protagonista in un confronto permanente con gli altri stakeholder pubblici (Regione, settori della formazione scolastica, extrascolastica, universitaria, ecc.) ma anche con l’economia reale delle aziende, degli imprenditori della città e dell’intero comprensorio.

Da un confronto costruttivo e costante nascono le scelte politiche a lungo termine del Consiglio comunale e l’azione concreta della Giunta. Non è certo nelle possibilità di un’amministrazione locale intervenire contro lo sviluppo del precariato lavorativo a tutti i livelli. Ma deve essere garantito l’impegno a consolidare nuove opportunità economiche e quindi lavorative di lungo periodo proprio per i giovani.

Roberto Marin – Capogruppo lista civica Impegno per Bassano

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