Case di riposo e dignità dei nostri anziani: servono subito investimenti mirati e strategie di comprensorio

L’allarme lanciato dal Presidente dell’ISAAC Fabio Comunello sulla situazione strutturale, organizzativa e di gestione delle nostre case di riposo deve ottenere un chiaro e preciso riscontro da parte dell’Amministrazione comunale.
I numeri sono seri e preoccupanti. A livello nazionale (fonte Sole 24 Ore – dati Eurispes 2017), il 35% degli italiani hanno più di 65 anni e a Bassano del Grappa gli over 65 rappresentano il 24% dei residenti (fonte annuario statistico comunale 2016). Dal 2005 il tasso di mortalità è sempre rimasto più elevato rispetto il tasso di natalità (nel 2016 tasso natalità 8,2/1000 – mortalità 11,9/1000).
Sempre a livello nazionale (fonte Sole 24 Ore – rapporto annuale OsservaSalute), il 9% degli over 65 risulta avere difficoltà nelle azioni base (sentire, vedere, camminare e muoversi), nello svolgere le normali attività sociali e le attività domestiche leggere.
La diminuzione e il contemporaneo invecchiamento della popolazione, con conseguente
diffusione di malattie croniche e perdita di autosufficienza, richiedono una pronta risposta per non trovarsi poi irrimediabilmente impreparati.
Nonostante l’impiego di risorse per interventi straordinari, Villa Serena risulta una struttura ormai obsoleta.
Dal bilancio comunale periodicamente si devono drenare fondi per la non autosufficienza, in quanto le famiglie non sempre riescono a coprire i costi della retta mensile del proprio anziano; a volte la stessa pensione non è sufficiente per coprire neppure la retta ridotta grazie all’intervento della Regione.
Fortunatamente la Regione Veneto e la Provincia di Vicenza hanno una buona fornitura di strutture per gli anziani, frutto della lungimiranza di politici e benefattori. Ma il tempo passa e sono necessarie oggi scelte per il futuro che ottimizzino il patrimonio ereditato, ma che pongano in essere anche nuove strategie.
Serve una visione mirata a una progettualità complessiva di comprensorio, un’azione coordinata tra luoghi delle residenzialità, sia pubblici che privati, e una nuova politica che sappia unire sia le istanze delle piccole case di riposo, sia quelle delle ormai obsolete grandi strutture, che non rispondono più alle nuove esigenze di anziani autosufficienti e non.
Si ravvisa la necessità di una chiara leadership unitaria dei comuni del comprensorio, che faccia massa critica e quindi realizzi una concreta capacità contrattuale verso l’esterno (enti socio-sanitari, regione, amministrazione centrale , ecc.) per ottenere risorse e una nuova programmazione a medio-lungo termine.
Utile sarebbe l’istituzione, a livello regionale, di un fondo per la non autosufficienza, che venga prima anche delle infrastrutture di cui pure il nostro Veneto ha bisogno.
Per proseguire con un’assistenza territoriale potenziata con progetti di altro tipo di residenzialità (case albergo, piccole comunità) e sostegno alle piccole strutture più vicine alle famiglie o con la promozione di nuove forme di sanità domiciliare, ad esempio favorendo come “modello sociale” la rete di sostegno alle famiglie che assistono in casa un anziano non autosufficiente. Fino a progettare un nuovo modello di Casa di Riposo, dotato di tecnologie in grado di rispondere alle esigenze odierne, invece di continuare a investire in rattoppi su strutture datate, come nel caso di Villa Serena, che per le mutate necessità, risultano inadeguate in termini logistici e funzionali.
La politica deve cogliere l’allarme lanciato. Tuttavia non possiamo non registrare che l’attuale amministrazione, fino ad ora, ha dimostrato di non aver valutato le priorità, come quella che, a nostro avviso, dev’essere riservata alla dignità della persona e alla qualità della vita in tutta la sua durata. Riguardo alla gestione ordinaria e alla manutenzione degli edifici, l’attuale governo cittadino doveva porre in essere scelte a lungo respiro, avendo disponibili risorse che invece ha sprecato, ad esempio, nel rimborso anticipato di mutui per oltre 3 milioni di euro nel 2015, e producendo in questi anni avanzi di amministrazione (risorse non utilizzate) per decine di milioni di euro.
Non va tralasciato poi il fatto che un’azione politica efficace sul tema in parola porterebbe un risvolto positivo anche per nuove forme di sviluppo del tessuto urbano, nonché opportunità di crescita economica, sociale e del senso di comunità per la nostra città e per l’intero comprensorio.
Roberto Marin

Foto da Il Giornale di Vicenza del 21/10/18

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