Musei gratuiti e turismo a Bassano. Le cose non stanno come dice l’Assessore Cunico

Abbiamo letto qualche giorno fa nel Giornale di Vicenza che l’amministrazione comunale ha deciso di proseguire l’iniziativa dell’ingresso gratuito ai musei la prima domenica del mese, riservato ai residenti nei Comuni del coordinamento “Territori del Brenta”, e l’accesso gratuito alle collezioni permanenti dei musei cittadini, a favore dei bassanesi.

L’assessore Cunico si fa vanto di questa iniziativa, parlando addirittura di “secessione” rispetto alle ultime decisioni prese a livello nazionale. Ma forse l’Assessore non è abbastanza informato, perché le cose non stanno proprio così. Innanzitutto il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli parla di musei nazionali, e non comunali. Ma passiamo oltre. Il ministro non ha posto il veto, ma ha lasciato libera scelta alle direzioni museali sulla gestione della gratuità dei musei. Ha anzi invitato gli stessi direttori a tenere conto della stagionalità e dell’afflusso nelle diverse aree geografiche, nonché dei bilanci, e di agire di conseguenza senza l’obbligo, prima imposto, di dover assicurare la gratuità dell’ingresso solo nella prima domenica del mese. Un invito, dunque, a studiare la strategia più consona alla realtà di ciascun museo. Non si tratta quindi di “disobbedienza” o addirittura “secessione”, ma di normale amministrazione di un importante spazio per il turismo e la cultura bassanese.

Sappiamo che il Museo cittadino ha un costo complessivo di circa 1,5 milioni di euro, e che la politica di incentivazione degli ingressi a pagamento è miseramente fallita. Non si capisce perché, ad esempio, Possagno totalizzi 50.000 ingressi a pagamento, finanziando così il suo museo, mentre Bassano, coadiuvata addirittura da consulenti esterni, ne faccia solo 8.000 a pagamento.

Detto questo, l’Assessore Cunico parla sempre di ricaduta in termini di presenze in città, il famoso indotto turistico, non solo per i musei, ma anche per altre iniziative come Opera Estate Festival, i Mercoledì bassanesi ecc. Tutte iniziative lodevoli, sia chiaro! Ma lo stesso Assessore non fornisce mai dati certi per quantificare questo indotto, in termini di guadagno per la città, a fronte delle spese sostenute. Una programmazione culturale e turistica si fa in termini di preventivo e consuntivo, e allora si può parlare di indotto positivo. Facciamo uno studio serio, propedeutico e utile per la città, per l’economia bassanese, dati alla mano, o continuiamo a parlare di “sensazioni” dell’Assessore e di parcheggi pieni?
Probabilmente potremmo cavarcela con i famosi 20 mila euro, e avere un vero servizio utile…

Roberto Marin, capogruppo Impegno per Bassano

Foto da Il Giornale di Vicenza del 08/08/18

Ingressi_museo_GDV_08_08_18


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