Gli utili di ETRA e le bollette dei bassanesi

Assistiamo ancora una volta all’acceso dibattito sui risultati della nostra multiutility ETRA: bilanci milionari, da “azienda quotata in borsa”, dispute sulla distribuzione dei dividendi, prove di forza per la governance tra i Comuni interessati…

È evidente l’assenza di un piano industriale preciso e strategico per tutti, che con chiarezza dichiari dove ETRA e i Comuni vogliano arrivare. Tutti i cittadini e le attività economiche in questi anni hanno subìto – per forza di cose e nonostante gli annunci “propositivi” – le complicate modifiche delle tariffe, i cambiamenti sulla modalità di raccolta dei rifiuti, e soprattutto un significativo aumento delle bollette. Questo nonostante si legga ben chiaro, nel Bilancio ETRA 2017, di un tentativo di “… contenimento delle tariffe dei servizi ambientali”. Al contrario, anche quest’anno le famiglie si sono trovate, ad esempio, 25 Euro in più per il bidone del verde.

Detto questo, risulta del tutto incomprensibile alla maggior parte delle persone ciò che sta succedendo in ETRA, la multiutility che dovrebbe garantire il miglior servizio al minor costo, con investimenti e infrastrutture di eccellenza, sempre a vantaggio dell’intero territorio.

Esaminando i dati di bilancio ETRA degli ultimi anni emergono risultati senz’altro eccellenti, (se ETRA fosse un’azienda nata per produrre utile non un’azienda al servizio della comunità!), ma è chiaro a tutti che lo scopo e le finalità di ETRA sono ben diverse rispetto a una normale azienda privata.
Nel periodo 2013-2017 ETRA ha prodotto ben 34,7 milioni di Euro di utile lordo e pagato tasse per ben 13,4 milioni di Euro all’Amministrazione finanziaria centrale: 35 milioni di Euro di utili lordi corrisponderebbero, guardando al futuro, a centinaia e centinaia di milioni di Euro di possibili investimenti. Esaminando i risultati gestionali di ciascuna area, emerge che il “servizio idrico integrato” nel periodo 2013-2017 ha generato un risultato operativo di circa 9 milioni di Euro, mentre il “servizio ambiente” la modesta – si fa per dire! – cifra di oltre 25 milioni di Euro.

È quindi legittimo porsi delle domande: vi è un concreto programma di sviluppo? E soprattutto: quale piano strategico si pone per il futuro, rispetto ai precisi compiti assegnati alla multiutility?
Ricordo che ETRA è pagata dalla gente, che non ha concorrenza e che tutti i cittadini sono in un certo senso “soci” della multiutility.
Faccio anche notare che, a differenza di tante piccole e medie aziende, ETRA opera con i Comuni del comprensorio grazie a contratti in molti casi decennali. Ciò permette di studiare piani industriali strategici a medio e lungo termine, di economizzare tutti i costi produttivi, operativi e gestionali e di conseguenza adeguare anche le tariffe da applicare ai Comuni, ovvero ai cittadini: questo è il compito di una multiutility, non di certo la ricerca di utili e dividendi.
Le sfide che attendono ETRA sono molte, e le scelte amministrative e politiche mai come in questo momento devono collaborare per una programmazione futura intelligente. I cittadini hanno dimostrato chiaramente di voler cambiare pagina rispetto a una politica fatta di promesse elettorali non mantenute, rispetto a privilegi e vitalizi, rispetto alle logiche di spartizione. Ma anche a livello locale le prove di forza sulla conduzione dell’impresa, sugli utili da spartire oppure no, ecc. allontano i cittadini e vanno contro i loro interessi.
L’attuale situazione di ETRA e i mutamenti legislativi in materia, rendono la multiutility un boccone prelibato di altre grandi multiutility a livello nazionale, ad esempio A2A ed Hera. C’è il rischio di un accentramento delle logiche di gestione aziendale e del territorio, magari con investimenti importanti verso le grandi città a scapito delle zone periferiche e dei piccoli Comuni. Ciò porterebbe difficoltà al semplice cittadino che ha bisogno di rapportarsi per i problemi quotidiani di utenza (mancata raccolta, cambio residenza, ecc.) e invece si trova a doversi misurare con un call center magari gestito a centinaia e centinaia di chilometri, come già capita per le utenze telefoniche e/o energetiche.

Roberto Marin – Capogruppo Lista Civica Impegno per Bassano

Foto da: Il Giornale di Vicenza – 11/07/18

ETRA-Luglio-2018


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...