Bassano, una città ferma sul Ponte

Sono dispiaciuto dell’attacco personale ricevuto dal Sindaco Poletto in merito alle osservazioni fatte sulla situazione del Ponte. Ritengo siano considerazioni soggettive inopportune quanto gratuite e, per la verità, non è il primo attacco di questo tipo a me indirizzato da parte del Sindaco.

Nonostante ciò ho sempre avuto e manterrò sempre profondo rispetto nei confronti della sua figura, in quanto Poletto è il sindaco della città di Bassano, anche se purtroppo si è rivelato non essere il sindaco di tutti i cittadini, nonostante i grandi proclami di inizio mandato.

Ciò non toglie che non si possa esprimere la propria opinione generale sulle scelte di fondo fatte dal primo cittadino e dalla sua maggioranza, sul suo modo di amministrare e quindi sulle responsabilità conseguenti.

Partendo proprio dal Ponte, è evidente che fin da subito il progetto di restauro non è stato condiviso né dibattuto in città (cosa grave visto l’affetto dei cittadini nei confronti del Ponte, che non può ridursi ad una questione di maggioranza in Consiglio comunale). Un atteggiamento che continua ancora oggi, dal momento che l’unico dibattito pubblico sull’argomento è stato messo in piedi dall’opposizione, e pare che l’attacco del Sindaco nei miei confronti tradisca verosimilmente un senso di frustrazione e di difetto da parte sua.

Non possiamo però tralasciare gli altrettanto importanti temi su cui Bassano vive un grande stallo:

a) La necessaria svolta turistico-ricettiva, per la quale una grande opera, indispensabile in questo senso, come il Polo Museale Santa Chiara, è stata apertamente osteggiata da questa amministrazione e dal Sindaco in testa, per poi proporla come fiore all’occhiello. Dopo questo cambiamento di visione, quali sono ora le prospettive, i progetti e le cose fatte? Per non parlare della grande opportunità culturale e turistica data delle ricorrenze della Grande Guerra ’15/’18, gettate dietro la coltre nebulosa di qualche avversione ideologica ormai sorpassata;

b) Una condivisibile, almeno negli intenti, politica urbanistica, basata sul risparmio del suolo, irrimediabilmente resa incoerente e nascosta dietro il “rilevante interesse pubblico”, che ha autorizzato un nuovo centro commerciale nell’Ex Morassutti, e ha definito come grandi aree degradate (sulle quali far sorgere altri poli commerciali) altre 4 strutture cittadine. Con il rischio reale che per “ansia da prestazione” dell’Amministrazione si sia creato il diritto per nuove grandi aree commerciali a ridosso del centro storico;

c) Ci si vanta della riduzione del debito come scelta strategico-amministrativa (ma del resto, sia il sottoscritto che tanti tanti cittadini onorano i propri debiti!). In questi 4 anni di amministrazione si sono accumulati 21 milioni di euro in cassa, di cui oltre 12 milioni di euro di avanzo: soldi “raccolti” dai cittadini e non spesi. Ma mai si è studiata una possibile politica di riduzione della tassazione, mai si è pianificato qualche investimento strutturale per ridurre i costi della macchina amministrativa e i costi di gestione (vedi ad esempio l’illuminazione pubblica);

d) Il Sindaco e la sua lista hanno fatto della mobilità sostenibile una questione di principio, chiedendo a tutti i cittadini un cambio di mentalità: più o meno tutti siamo sensibili a questo tipo di scelta. Ma imporre certe decisioni per ideologia, comporta scelte non comprese dai cittadini e spesso non rispondenti alle reali esigenze della città. Pensare di risolvere i problemi della viabilità limitandosi a stimolare i cittadini ad andare in bicicletta o ad invitarli ad usare i mezzi pubblici significa non comprendere cosa vuol dire fare amministrazione pubblica. La viabilità e il piano urbano del traffico sono fermi al palo, e la famosa strada del Piano Mar non trova sviluppo nonostante le reiterate dichiarazioni e conferenze stampa. Nel frattempo i problemi di inquinamento e traffico si moltiplicano a Bassano, come nelle grandi città;

e) La crisi economica ha reso vulnerabile anche il grande Nord-est e il tessuto socioeconomico della nostra città ha subìto la chiusura di numerose aziende artigianali e industriali, e la perdita dei relativi posti di lavoro. Quali opportunità hanno proposto il Sindaco e la sua amministrazione per il nostro comprensorio e per i nostri giovani cittadini? Quali politiche strategiche che andassero oltre il proprio mandato hanno predisposto, per fissare degli obbiettivi e soprattutto indicare nuove opportunità di sviluppo?

f) Il comprensorio ha bisogno di una strategia politico-amministrativa unitaria, dove Bassano coordini con gli altri Comuni i principali servizi condivisi: sanità, ETRA, viabilità e Pedemontana, tribunale e servizi pubblici per imprese e cittadini, ecc. Il Sindaco, al quale è riconosciuto il ruolo di rappresentare Bassano per l’intero comprensorio, è stato in grado di proporre un progetto unitario? No, ha costretto Bassano all’isolamento nell’ambito locale, perché non ha saputo dialogare con gli altri rappresentanti istituzionali del territorio, facendo perdere alla nostra città la leadership in tal senso.

Queste sono solo alcune riflessioni che richiamano alla responsabilità, ad una presa di coscienza da parte di tutti: del sottoscritto, quale Consigliere comunale di minoranza e, nel caso del Sindaco Riccardo Poletto, alla responsabilità quale rappresentante di tutti i cittadini e capo dell’organo esecutivo del governo politico-amministrativo bassanese.

Roberto Marin – Capogruppo lista Impegno per Bassano.

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