Villa Serena: serve un progetto lungimirante per i nostri anziani

Bassano è una città con molti anziani: un abitante ogni 4 ha un’età superiore ai 65 anni, mentre la natalità è in costante diminuzione, come purtroppo succede nell’Italia della crisi economica.
Molti gli anziani che vivono ancora nelle vecchie case del Centro storico, che risulta essere il quartiere con l’età media degli abitanti più elevata.
Se da un lato è confortante l’idea che il Veneto sia in generale tra le prime regioni per longevità, dall’altro non sempre la terza e quarta età corrisponde all’autosufficienza, anzi. Sono infatti in aumento le persone anziane che necessitano di aiuto costante, sia presso il proprio domicilio che presso le strutture pubbliche.
Grazie alla lungimiranza delle amministrazioni di 50 anni fa, Bassano possiede due case di riposo pubbliche, che manifestano però il problema della obsolescenza.
Se gli interventi radicali degli anni scorsi sul Pensionato Sturm di via Capitelvecchio hanno in parte risolto le gravi carenze strutturali rendendola una residenza molto aggiornata e funzionale, altrettanto non si può dire per Villa Serena in via San Giorgio, località Alle Acque, costruita negli anni ’60 per ospitare singoli o coppie autosufficienti, e ora non adatta all’ingravescenza dei moltissimi anziani che la abitano.

Posizionata tra i colli, in una situazione invidiabile dal punto di vista paesaggistico, risente di continui interventi che negli anni l’hanno trasformata in un dedalo di corridoi, serviti nei vari livelli da ascensori stretti e superati, arredata con mobili raffazzonati o ereditati.
Già l’ingresso scoraggia a proseguire, trovandosi nel retro dell’edificio, privo di verde, con un’ampia vetrata cui fanno seguito spazi angusti, mal dislocati, sovraffollati di carrozzine e girelli.
Il servizio non manca, non si discute qui di questo aspetto, che solo qualche rara volta è stato affrontato con tono polemico dai parenti degli ospiti (gennaio 2017).
Il problema è tutto strutturale. Come si è colto dal comitato di amministrazione, l’idea è quella di esternalizzare il servizio mensa per recuperare gli spazi oggi adibiti a cucina (non a norma per gli standard attuali) e a magazzini.
Sono stati stanziati allo scopo 1.300.000 €, ma ci si rende già conto che questo non migliorerà sostanzialmente la situazione. Il giardino ha subito un intervento di ristrutturazione, ma lo si può utilizzare ovviamente solo nei mesi estivi, mentre la maggior parte dell’anno gli ospiti rimangono all’interno della vasta e confusionaria struttura.
Lo scorso anno è stata aumentata la retta di 1 € al giorno (senza previa informazione ai parenti), che complessivamente porta l’aumento a 365 € l’anno. Ora si rende necessario un ulteriore aumento di altri 0,50 € al giorno.

La gestione della casa di riposo incide per oltre 350.000 € all’anno sulle casse Comunali, e vista la difficoltà di ottenere un aumento del numero complessivo delle quote sanitarie da parte della Regione (che già ne emette molte più del resto di Italia) si pone il problema di come affrontare i costi sempre più elevati (va ricordato che dal 2010 anche i membri del CdA ricevono stipendio e/o gettone di presenza).
Non è il caso di riflettere e formulare altre ipotesi, più coraggiose e lungimiranti?
Dobbiamo guardare al nostro futuro, a quello dei cittadini che non potranno essere accuditi in vecchiaia da figli che o non ci sono,o vivono in altri paesi o all’estero.
L’Amministrazione sta pensando anche all’eventualità di “togliere” a Villa Serena una porzione da dedicare all’handicap adulto, in modo che non si separino genitori anziani da figli portatori di handicap fisico o mentale. Questo intervento costerebbe circa 800.000 €, e ridurrebbe la capacità di accoglienza di posti letto per gli anziani, dovendo essere la nuova struttura riadattata in piccoli monolocali indipendenti per le famiglie formate appunto da portatori di handicap e genitore.
Forse sarebbe più opportuno valutare altre possibilità per queste problematiche, implementando le case del “Dopo di Noi”, distribuendole più vicine al centro storico o creando microcomunità adatte allo scopo.
O forse sarebbe meglio abbattere l’intera struttura Villa Serena, lottizzare la stupenda posizione geografica, costruire una nuova moderna casa di riposo territoriale che guardi ai prossimi 50 anni, per assicurare un finis vitae dignitoso ai cittadini?

Sono scelte coraggiose, ma con i soldi che sono andati in avanzo di bilancio (i ben noti 5 milioni di € non più spendibili), qualche ragionamento in questa direzione una amministrazione illuminata avrebbe potuto farlo.
Ai posteri (cioè noi cittadini che saremo i futuri anziani fruitori di tali servizi) l’ardua sentenza.

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