Polo Museale Santa Chiara: un modo di pensare la città

Viste le travagliate vicende di alcuni cantieri per la realizzazione di grandi e piccole opere pubbliche cittadine, abbiamo accolto con gioia la conferma che i lavori per la realizzazione del Polo Museale Santa Chiara procedono regolarmente.
Questo dopo la delusione patita per l’interruzione, di quasi due anni e mezzo, dovuta dapprima al fallimento della ditta Adico Costruzioni di Maser (2014) ed ai numerosi contenziosi giudiziari, quindi all’affidamento dei lavori alla ditta Vardanega, seconda classificata nella gara d’appalto, che ha comportato una revisione (forse meglio dire “rifacimento”) di una parte dei lavori precedenti eseguiti in modo errato.
Il tutto intervallato dal tentativo (permetteteci di dire “maldestro”) della Giunta Poletto di dirottare il contributo della Fondazione Cariverona su una asserita struttura teatrale.

L’OPERA
L’opera pubblica “Polo Museale Santa Chiara” è un intervento di circa 18.000.000,00 di €uro – ci preme sottolinearlo perché sembra ne sia stata persa la memoria – ed è finanziata da Cariverona per l’importo di 10.000.000,00 di €uro.
A gennaio 2019 dovrebbe essere pronta la prima ala, che ospiterà il Museo Civico di Storia Naturale, dove dovrebbero trovare collocazione le collezioni zoologiche della Fondazione Luca e Cites, così come la collezione geo-paleontologica Brocchi-Parolini, nonché l’erbario del Parolini e la collezione entomologica Meneghetti, attualmente posti nei depositi e non accessibili al pubblico, diventando così un punto di straordinario interesse scientifico, da promuovere e mettere in rete grazie anche alla collaborazione con il MUSE, Museo delle Scienze di Trento.
Per il secondo stralcio del Polo, che prevede la realizzazione dell’ala dedicata al Museo dell’Automobile Bonfanti-Vimar e dell’Ingegno veneto, sono necessari altri 8.000.000,00 di €uro.
La ricerca di nuovi fondi pubblici sembra difficile e da tempo in situazione di stallo.
Prende sempre più credito l’ipotesi di un partenariato pubblico-privato per finanziare anche il secondo stralcio (esperienza già maturata dal momento che anche il primo stralcio è stato finanziato da una fondazione privata).
Si tratta di una cifra considerevole, per ottenere la quale si valutano partner presso le industrie locali dell’automotive e dell’imprenditoria innovativa e ad alto contenuto tecnologico.
Una parte del museo sarà dedicata ad esposizioni temporanee.
A completamento del complesso edilizio dovrà infine trovare realizzazione la Palazzina dell’accoglienza, intervento che il progetto originario pone a carico dell’Amministrazione comunale.

NUOVA IDEA DI CITTÀ
Bassano del Grappa è una città ad altissima vocazione turistica e culturale (o almeno, lo dovrebbe essere!) e l’intervento del Polo Museale Santa Chiara rappresenta un tassello fondamentale per il futuro e il “risorgimento” del centro storico cittadino, che da anni ormai appare assopito e abbandonato a se stesso.
La realizzazione di quest’opera non costituisce semplicemente un costoso intervento di riqualificazione di un’area degradata del centro, né solamente la realizzazione di uno spazio espositivo con requisiti architettonici innovativi e perfettamente integrati nel contesto.
Si tratta di dare forma ad una visione ben più ampia della città, sulla quale si sono confrontate più amministrazioni nel corso degli anni.
Un vero e proprio MODO DI PENSARE il futuro di Bassano e del suo comprensorio; una nuova idea di città (che oggi necessita del suo completamento) quale corollario di scelte strategiche che riguardano, ad esempio, le sinergie con Comuni vicini ed altre realtà attrattive, la mobilità, l’istruzione, la formazione professionale e l’impresa.
È una grande opera che si integra in un progetto di marketing turistico non solo cittadino.
È la concretizzazione di un progetto culturale, che traduce in modo originale e moderno la restituzione al pubblico dello straordinario patrimonio cittadino, costituito da collezioni storiche preziose, e che va ad arricchire l’offerta espositiva di Bassano, inserendosi in modo autorevole in un programma ambizioso e molto più ampio.
Uscendo da una prospettiva puramente “civica” troviamo infatti il Museo territoriale diffuso, patrimonio dei Territori del Brenta, che mette in rete 22 realtà culturali nell’asse che va da Cismon a Tezze sul Brenta, coinvolgendo una ventina di Comuni per un totale di circa 152.000 abitanti.
Un processo che è già iniziato da tempo, con il Tavolo di Marketing Territoriale e la presentazione del Marchio d’Area, che valorizza il coinvolgimento di associazioni di categoria e portatori di interesse, per riunire in un unico, ampio “pacchetto” la prestigiosa offerta di musei, eventi, bellezze del territorio, specialità enogastronomiche e molto altro.
Il comprensorio bassanese può infatti spaziare tra arte, architettura, motorismo, ciclismo, prodotti DOP, grappa, ceramica, volo libero, Grande Guerra, tabacco… solo per citarne alcuni.
Ragionando in modo ancora più ampio, il Polo Museale Santa Chiara si inserisce nell’asse geografico di un sistema museale interregionale, che coinvolge i musei civici di Trento e quelli di Venezia, con potenziali sinergie e collaborazioni, tra le quali lo scambio di opere ovvero esposizioni coordinate, che porterebbero maggiore attrattività e valore a tutto il comprensorio.
Si tratterebbe quindi di un evidente rilancio culturale e turistico, ma con importantissime ricadute economiche positive.
Chi governa Bassano ha il compito di credere sinceramente in questo obiettivo, portando a completamento, senza se e senza ma e nel più breve tempo possibile, la realizzazione dell’intero progetto del Polo Museale Santa Chiara, con una strategia complessiva a lungo termine, perché il “rinascimento”culturale, turistico ed economico bassanese non rimanga il sogno portato avanti, con encomiabile tenacia e spirito di abnegazione, da alcuni cittadini, ma diventi vanto e orgoglio di tutti.

Polo S.chiara Bassanoweek


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