Area Pengo: la cecità dell’amministrazione Poletto

Ieri sera in Consiglio Comunale abbiamo avuto l’ennesima conferma di una completa mancanza di strategia a lungo termine da parte di questa amministrazione PD-Poletto, della totale assenza di obbiettivi definiti e concertati, che puntino al bene comune della città, e della completa mancanza di una visione di comprensorio nelle scelte dell’esecutivo.

Già nel marzo 2017 avevamo denunciato la fretta e la scarsissima condivisione del progetto Area Pengo con i cittadini, i quartieri interessati, le associazioni di categoria, la poca trasparenza della documentazione inerente, l’assenza di una valutazione seria di impatto sulla viabilità e il timore delle ripercussioni che l’opera avrebbe avuto sul commercio del centro storico.

È importante precisare inoltre che nel 2015, in fretta e furia, sono state definite da questa amministrazione 5 aree degradate ai fini della riqualificazione commerciale ai sensi Legge regionale 50/2012: una é divenuta già centro commerciale ieri sera. Dobbiamo aspettarci altri 4 centri commerciali, in virtù di una distorsione fatta dalla maggioranza del significato di tale norma?
Una legge che parla di promuovere la crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva del sistema commerciale, di salvaguardia della sostenibilità economica, sociale, territoriale e ambientale, di assicurare coerenza tra la pianificazione urbanistica e territoriale e insediamenti commerciali, e di favorire la riqualificazione dei centri storici e urbani.

Ieri invece l’amministrazione, che nel 2014 ha fatto campagna elettorale sul “NO a nuovi centri commerciali”, si è nascosta in modo ridicolo dietro la distinzione normativa tra Centro commerciale (una serie di negozi in un unico complesso, accessibili da una sola entrata) e Parco commerciale (una serie di negozi in un unico complesso, con accessi distinti) mettendo a dura prova l’intelligenza comune!

La maggioranza ha parlato di “cubatura ridotta”, (per una superficie coperta di 10.835 metri quadri, 8000 dei quali adibiti ad uso commerciale) come un grande risultato di questa amministrazione, per giustificare un’opera definita “di rilevante interesse pubblico”, a fronte di tutti gli svantaggi che sono stati evidenziati da più parti, senza nemmeno prendere in considerazione il fatto che se un’amministrazione ha la volontà di attuare un progetto diverso dalla destinazione d’uso, può decidere di farlo. Lo si è visto con il sindaco Cimatti, quando si è spianato il vecchio ospedale per far posto a un parcheggio di prossimità. Una scelta, tra l’altro, reversibile in futuro.

Il dialogo tra privati, associazioni di categoria e pubblica amministrazione si deve basare su tre principi fondamentali: sperimentabilità, gradualità e reversibilità. In questo caso sono mancate anche le basi, ovvero il confronto con i cittadini e con i commercianti del centro storico, unite alla sordità di fronte all’allarme in merito, più volte lanciato dalle opposizioni in Consiglio comunale.

Ancora una volta è giunta da quest’amministrazione la critica sterile all’operato dei predecessori: sono state aspramente contestate le scelte dell’amministrazione Bizzotto in merito al Grifone, al tempo unico centro commerciale in città. È stato usato come alibi un progetto sorto in anni ben diversi (arrivato prima della concessione al gruppo Cestaro che attendeva da 18 anni, e approvato all’unanimità), per poi ripetere in modo miope quelli che la stessa maggioranza ha più volte definito “errori delle precedenti amministrazioni”!

Quello che ci chiediamo è: ma un parco commerciale è effettivamente di rilevante interesse pubblico? Come è stato valutato e quantificato l’interesse? Con una semplice diminuzione di cubatura?

Nell’accordo pubblico/privato stipulato con la Finpengo Spa, il Comune non ha avanzato alcuna richiesta alla società proprietaria, per il famigerato interesse pubblico: le minoranze avevano caldeggiato almeno l’impegno per la costruzione di una rotatoria all’incrocio semaforico di via Capitelvecchio con via dei Lotti, che avrebbe risolto il problema di una congestione del traffico una volta realizzata la bretella est di Cassola. Nulla di fatto.
Ancora una volta, perline in cambio di oro!

Da Bassanonet

https://www.bassanonet.it/news/27008-il_disaccordo.html

Dal Giornale di Vicenza di oggi

area-pengo

Consiglio Comunale Video


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