Una soluzione facile, in attesa di una riqualificazione, per le zone degradate agli ingressi di Bassano.


È sotto gli occhi di tutti come purtroppo le quattro vie di accesso a Bassano, dai rispettivi punti cardinali, siano sempre più tristi e desolate.

A Nord, chi entra in città dalla Valsugana viene “accolto” dal dismesso complesso commerciale-abitativo “Chiappetta”, come pure avviene a chi invece proviene da Est: due fatiscenti caseggiati abbandonati che, dopo aver ospitato gruppi di clandestini allontanati molti anni fa, sono rimasti com’erano.

Chi proviene da Ovest, dopo la rotatoria con il cappello d’alpino che ricorda l’indimenticabile Adunata Nazionale del 2008, si trova davanti l’orrendo complesso ex Enel, cadente ricordo degli uffici e degli appartamenti destinati ai dipendenti della vicina centrale.

Per coloro che arrivano da Sud, superato il primo grande centro commerciale, tra altri palazzi si può notare, sulla sinistra, ciò che rimane del capannone verde ex Morassutti, che in realtà scompare dalla vista essendo inglobato tra una banca, funzionante fino a pochi mesi fa, e l’Eurobrico, aperto ancor oggi.

Durante l’ultimo Consiglio Comunale estivo avvenuto il 31 luglio, la consigliera Federica Finco, a nome della lista civica Impegno per Bassano, ha rimproverato l’amministrazione Poletto per la mancanza di volontà nel migliorare questo biglietto da visita negativo per la città, proponendo di “nascondere” questi veri e propri obbrobri con pannelli fotografici che ripropongano le bellezze di Bassano e del territorio.

Si tratta di grandi riproduzioni che ne rappresentano gli angoli più suggestivi, un progetto simile a quello già adottato in altri centri vicini, come Castelfranco e Cittadella, ma anche lontani, come nei dei Borghi del Chianti o a Ferrara. Una soluzione non troppo costosa, ma che necessita di fantasia e amore Bassano, e che darebbe decoro a queste aree dismesse da molti anni, che non sono certo un bello scenario per chi arriva in una città come la nostra, dal forte potenziale turistico e che pretende ancora di chiamarsi Città d’Arte.

Nel frattempo, i lavori di restituzione di questi luoghi procederanno a passo molto lento ed inizieranno dalla zona meno degradata tra i quattro punti cardinali, ovverol’area ex Morassutti. Definire questa zona a sud come la più bisognosa di intervento di risanamento, come fatto da questa Amministrazione, sembra una presa in giro del buon senso dei bassanesi: verranno costruiti altri 8000 metri quadri di centro commerciale (chi ne sentiva il bisogno?) corredati da 3000 metri quadri destinati a parcheggio, neppure interrato. Ottimo affare per l’acquirente, ma pessima prospettiva per il commercio del centro storico. La discussione per fortuna è ancora in corso e speriamo davvero che commercianti, artigiani e cittadini dei quartieri limitrofi facciano sentire la loro voce forte e chiara nei rimanenti 40 giorni per le necessarie osservazioni.


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